NOTIZIE SEMPRE UTILI

Spazio a cura di Maurizio Longega

Giornalista, pubblicista, pubblicitario - Cavaliere della Repubblica Italiana

Direttore responsabile Urbs Informazioni, settimanale a carattere informativo, culturale, tecnico, sportivo.

Direttore responsabile Agenda dello Sport.

Articolista: lo sport nel mondo e in Italia, organizzazione di una società sportiva dilettantistica, organizzare una manifestazione sportiva, fisco e sport, la nautica, la caccia e la pesca, gli impianti sportivi, la posizione giuridica delle associazioni sportive, la tutela sanitaria, l’assicurazione sportiva; la marcia atletica; donna e sport, mostre, fiere e manifestazioni sportive; turismo sportivo, pubblicità e sport, ricerche motivazionali nello sport, le relazioni pubbliche attraverso lo sport, strategia e tattica della pubblicità nello sport, l’ufficio stampa nello sport e per lo sport, informa tutto sport.

 

La testata URBS Informazioni ha sottoscritto un protocollo d’intesa con l’Associazione Culturale “Leonardo e le Muse”

per la promozione e la valorizzazione della creatività giovanile.

Informazioni:

http://www.leonardoelemuse.org
http://www.leonardoelemuse.org/sinergie.as

 

 

 

2012

“Anno Europeo dell’Invecchiamento Attivo e della Solidarietà tra le Generazioni”

 

Il Parlamento Europeo ha ufficialmente dichiarato il 2012 “Anno Europeo dell’Invecchiamento Attivo e della Solidarietà tra le Generazioni”. Il sostegno del PE rappresenta il passo finale prima del lancio dell’Anno Europeo il prossimo gennaio. La sfida per i responsabili politici e tutte le parti interessate è migliorare le possibilità di invecchiare restando attivi e di condurre una vita autonoma, intervenendo in settori tanto diversi quanto il lavoro, l’assistenza sanitaria, i servizi sociali, l’istruzione per gli adulti, il volontariato, gli alloggi, i servizi informativi o i trasporti. L’Anno europeo mira ad incoraggiare tutti i responsabili politici e i soggetti interessati a fissare degli obiettivi e realizzarli. Il 2012 vuole andare al di là dei dibattiti e produrre risultati concreti.

 

 

ROMA

AL VIA LA III EDIZIONE DI YO! URBAN DANCE FEST

 

CANONE/imposta Rai

Richiesta illegittima di quello speciale anche per un pc?

Interrogazione parlamentare

 

Otto per mille confessioni religiose

Erogare solo i contributi di chi indica il beneficiario

 

Salviamo i ciclisti, per una città a misura di bicicletta

 

il film Purosangue

 

I COMPITI DEL COMUNE

 

In-formare

percorsi di co-sviluppo tra Italia e Marocco

 

la scultura “Lidapofaf” dell’artista Domenico Olivero

 

Mozzarella di latte e senza latte

 

Occhiali da sole in montagna

Consigli per gli acquisti

 

RIFLESSIONI SU DI UN CONVEGNO

Libertà e religione, fede e politica

La questione italiana

 

La mostra multimediale “La Tuscia Farnese”

 

Italia-programmi.net

La truffa continua. La parziale inerzia delle istituzioni

 

Convertendo Banca Popolare di Milano.

Ecco il danno: 89% del valore nominale

Come farsi risarcire

 

FONDI EUROPEI

OCCHIO ALLE TRUFFE

 

L’Europa e riforme

cosa ne pensano imprenditori e cittadini

 

Concerto di Ilya Ioff e Alexei Massarski

 

 

ROMA

AL VIA LA III EDIZIONE DI YO! URBAN DANCE FEST

TORNA NELLA CAPITALE L’EVENTO INTERNAZIONALE DEDICATO ALL’HIP HOP E ALLA DANZA DI STRADA

YO! URBAN DANCE FEST

PalaCavicchi - Via R. B. Bandinelli 130 - ROMA | Uscita 24 del G.R.A. (Zona Industriale Gregna | Ciampino)

 

Si svolgerà dal 16 al 18 marzo, al PalaCavicchi di Ciampino, la III edizione di Yo! Urban Dance Fest, la manifestazione organizzata dall’Associazione New Lucky Dance patrocinata dal Dipartimento Sport di Roma Capitale e dedicata agli appassionati della cultura hip hop.

Il contest di quest’anno conferma la tradizionale formula proponendo un programma ricco e variegato, attento sia all’aspetto agonistico che a quello culturale con gare, incontri e workshop riservati al pubblico di ogni fascia d’età.

Si comincia venerdì alle 19,00 con gli “INTENSIVE”, stage a numero chiuso; sabato a partire dalle 10,00 si terranno invece workshop di approfondimento sugli stili di danza e alle 14,00 sarà la volta delle competizioni under 14 tra crew (gruppi) e solisti con il contest di freestyle 1VS1 (Hip Hop mix style) ad eliminazione diretta.

La domenica si entrerà nel vivo della gara con gli over 14 e la sfida tra gruppi professionisti, e lo spettacolare 'battle' di breakdance 2vs2, da quest’anno aperto anche ai bambini (dai 6 anni in su).

La durata massima per ciascuna esibizione è di tre minuti.

La giuria, formata da alcuni dei più noti interpreti di street dance a livello nazionale e internazionale, ballerini e coreografi del circuito TBA, premierà i gruppi e i solisti, che eseguiranno coreografie creative, con varietà di stili di danza, capacità di interpretazione e musiche coinvolgenti, riproducendo il carattere e l’energia della strada.

Per la prima volta salirà sul palco della manifestazione KITE, componente della crew Former Action di Tokyo e vincitore del Juste Debout 2009, che venerdì e sabato guiderà l'Intensive workshop dedicato al ‘popping’, mentre gli statunitensi CALEAF, componente delle crew Moptop Unit e Dance Fusion, oltre che produttore musicale per le etichette Break of Dawn e Harlem Recordings, e LINK guideranno il corso dedicato all'House Dance e all'Hip Hop.

A capitanare la convention, dunque, una line up rinnovata con il francese P.Lock, uno dei volti più apprezzati del Locking, e l’inglese Tomas Simon, celebre per le sue apparizioni in tour e videoclip di grandi star della musica come Mariah Carey, Whitney Houston, Cheryl Cole.

Connubio di spettacolo, intrattenimento e formazione, l’evento, suddiviso in tre sezioni, hip hop, videodance e breakdance, mette in palio un montepremi di 10mila euro.

Saranno inoltre assegnati il premio per la Miglior Coreografia, consistente in un buono RyanAir, con destinazione una Capitale Europea, e Borse di Studio ai migliori allievi di ogni categoria.

Info e programma sul sito www.yofestival.com.

 

Canone/imposta Rai

Richiesta illegittima di quello speciale anche per un pc?

Interrogazione parlamentare

 

Stanno giungendo centinaia di segnalazioni da parte di aziende e studi professionali a cui la Rai richiede il pagamento del canone TV per la detenzione di uno o più computer collegati in Rete.
In assenza di una determinazione in tal senso del Ministero dello sviluppo economico che non ci risulta esistere, la richiesta della Rai è illegittima.
Ci siamo già occupati della vicenda a proposito di analoghe richieste che alcuni anni fa venivano mosse alle famiglie. Dopo interpelli e interrogazioni parlamentari alla Rai, il ministero dello Sviluppo economico rispose: “In considerazione del fatto che non sussiste ancora una interpretazione univoca circa la individuazione degli apparecchi, diversi dai televisori tradizionali, atti o adattabili alla ricezione delle trasmissioni, si ritiene opportuno procedere ad un approfondimento tecnico-giuridico della questione, anche attraverso il confronto con il Ministero dell'economia e delle finanze, l'agenzia delle entrate e la concessionaria del servizio pubblico”.
Oggi però torna alla carica. La Rai ha ricevuto indicazioni in tal senso dal Ministero, oppure sta solo cercando di indurre con l’inganno a pagare anche quando non si deve?
Per sapere questo, grazie ai Senatori Donatella Poretti e Marco Perduca, l’ Associazione per i diritti degli utenti e consumatori ha presentato una interrogazione parlamentare al Ministero dello sviluppo economico. E’ peraltro evidente che obbligare un’azienda a pagare un abbonamento TV per il solo fatto di avere dei pc è paradossale. Primo, perché il computer è uno strumento ormai indispensabile allo svolgimento di qualsiasi attività lavorativa, e l’inclusione dello stesso fra gli apparecchi tassati significherebbe di fatto imporre una nuova imposta sul lavoro. Secondo, perché in un momento di grave crisi economica, si andrebbe a colpire d’improvviso il mondo produttivo per un importo superiore al miliardo di euro pur di tener in vita un’azienda, la Rai, gestita secondo il peggiore malcostume italiano.

Otto per mille confessioni religiose

Erogare solo i contributi di chi indica il beneficiario

 

Dopo che il Governo Monti ha chiarito quello che la legge già diceva in materia di Ici per le attività no-profit, unici beneficiari dell'esenzione, se il nostro presidente del Consiglio vuole andare ben avanti nell'abolizione di privilegi e fare risparmiare un po' di soldi allo Stato, metta mano anche all'otto per mille.
Il contributo dello Stato alle confessioni religiose oggi viene erogato con un metodo anomalo e discutibile: le confessioni ne beneficiano anche se sono indicate solo da una parte dei contribuenti perché, tale indicazione viene estesa a tutto il corpo dei contribuenti. Per cui accade, per esempio rispetto all'erogazione del 2009 (dichiarazione redditi 2006) che solo il 43,43% dei contribuenti abbia indicato a quale confessione devolvere il proprio otto per mille, ma, nonostante questa bassa percentuale, l'erogazione viene fatta relativamente a tutto l'otto per mille delle entrate tributarie; le percentuali servono solo per capire quanto dare alla Chiesa cattolica (che raccoglie più del 90% delle indicazioni) piuttosto che alla Chiesa Avventista o Ebraica. Meccanismo per cui, anche chi decide di non voler erogare il proprio otto per mille ad un confessione religiosa, se lo vede comunque erogato nelle varie percentuali alle attuali 6 Chiese che sono riuscite a convenzionarsi con lo Stato.
Per un Governo come l'attuale, che dice di voler abolire i privilegi e le relative storture normative, sarebbe importante far sì che ogni Chiesa riceva quanto ognuno voglia dar loro rispetto a quanto fiscalmente versato allo Stato, non inibendo ovviamente la possibilità che ognuno faccia ulteriori donazioni liberali, che sono sempre detraibili dalla propria denuncia dei redditi.

Un meccanismo, tra l'altro, che è già tale per l'erogazione del cinque per mille alle attività di particolare pregio sociale, culturale ed assistenziale.
L'aver ribadito ciò che la legge già prevede in materia di Ici, dopo i diffusi abusi di cui soprattutto la Chiesa cattolica romana è protagonista, è un manifesto invito che tutti rispettino le leggi. Giusto. Ma crediamo che prendere in considerazione i privilegi che sono invece diventati legge, senza ledere il diritto delle confessioni religiose a vedersi riconosciuto un sostentamento dallo Stato in virtu' della loro funzione essenziale sociale e culturale, sarebbe un buon segnale da cui far partire tante altre modifiche.

Salviamo i ciclisti, per una città a misura di bicicletta

 

Il Times di Londra ha lanciato una campagna a sostegno delle sicurezza dei ciclisti che sta riscuotendo un notevole successo (oltre 20.000 adesioni in soli 5 giorni).

In Gran Bretagna hanno deciso di correre ai ripari e di chiedere un impegno alla politica per far fronte agli oltre 1.275 ciclisti uccisi sulle strade britanniche negli ultimi 10 anni. In 10 anni in Italia sono state 2.556 le vittime su due ruote, più del doppio di quelle del Regno Unito.

Questa è una cifra vergognosa per un paese che più di ogni altro ha storicamente dato allo sviluppo della bicicletta e del ciclismo ed è per questo motivo si chiede che anche in Italia vengano adottati gli 8 punti del manifesto del Times:

1.                  Gli autoarticolati che entrano in un centro urbano devono, per legge, essere dotati di sensori, allarmi sonori che segnalino la svolta, specchi supplementari e barre di sicurezza che evitino ai ciclisti di finire sotto le ruote.

2.                  I 500 incroci più pericolosi del paese devono essere individuati, ripensati e dotati di semafori preferenziali per i ciclisti e di specchi che permettano ai camionisti di vedere eventuali ciclisti presenti sul lato.

3.                  Dovrà essere condotta un’indagine nazionale per determinare quante persone vanno in bicicletta in Italia e quanti ciclisti vengono uccisi o feriti.

4.                  Il 2% del budget dell’ANAS dovrà essere destinato alla creazione di piste ciclabili di nuova generazione.

5.                  La formazione di ciclisti e autisti deve essere migliorata e la sicurezza dei ciclisti deve diventare una parte fondamentale dei test di guida.

6.                  30 km/h deve essere il limite di velocità massima nelle aree residenziali sprovviste di piste ciclabili.

7.                  I privati devono essere invitati a sponsorizzare la creazione di piste ciclabili e superstrade ciclabili prendendo ad esempio lo schema di noleggio bici londinese sponsorizzato dalla Barclays

8.                  Ogni città deve nominare un commissario alla ciclabilità per promuovere le riforme.

Cittadini, il manifesto del Times è stato dettato dal buon senso e da una forte dose di senso civico. È proprio perché queste tematiche non hanno colore politico che si chiede un contributo da tutti voi affinché anche in Italia il senso civico e il buon senso prendano finalmente il sopravvento.

Si chiede, quindi, di essere promotori di quel cambiamento di cui il paese ha bisogno e di aiutarci a salvare molte vite umane.

 

il film Purosangue

 

In occasione della XVIII Maratona di Roma, la corsa diventa protagonista del corto cinematografico Purosangue”, prodotto da Massimiliano Monteforte e diretto da Virginio Favale. L’idea nasce dalla necessità di riaffermare la cultura dello sport, in particolare della corsa, e dalla volontà assoluta di lanciare un messaggio chiaro contro il doping. Il 7 marzo in Campidoglio, presso la sala Protomoteca, il cortometraggio sarà presentato in anteprima a tutto il mondo della stampa sportiva e cinematografica.

La storia di “Purosangue” vede confrontarsi le vite di due sportivi, Max e Chelimo. Il primo è un giovane italiano che si allena tutti i giorni per partecipare e vincere la Maratona di Roma. L’altro è Chelimo; corre tutti i giorni, nel suo villaggio degli altipiani keniani, ma perché per lavoro fa il postino. Chelimo sogna di diventare un atleta, e l’incontro con un manager italiano, che lo porta a Roma proprio a casa di Max, sembra dare una virata decisiva alla situazione. Ma sulla strada i due ragazzi si trovano ad un bivio: quello del doping! Entrambi dovranno decidere cosa dovrà essere della loro vita, sportiva e personale. “Purosangue” è una scommessa dietro la quale hanno voluto puntare professionisti del mondo del cinema e dello sport.

Virginio Favale è il regista, Pierre André Transunto il direttore della fotografia. Nel film recitano attori come: Sebastiano Colla nei panni del manager (attore di teatro e di fiction, è anche insegnante di recitazione), Giuseppe Cruciani, il dottore (vero maratoneta e noto conduttore del programma “La Zanzara” su Radio24 e opinionista a Controcampo), Roberto Pedicini (già doppiatore di Kevin Spacey in “American Beauty”, presta la voce per i fuori campo del padre di Max), Gianluca Scuotto, che impersona Max con alle spalle varie esperienze di teatro e di fiction, e Festus Langat, l’atleta keniota che interpreta il protagonista Chelimo. Senza dimenticare Bikila, il criceto corridore mascotte della produzione. Bikila che corre per tutto il film dentro una ruota, metafora dell’atleta infangato dal doping, senza una direzione giusta da seguire.

Nei quasi 25 minuti di film si intrecciano due storie parallele e diametralmente opposte. Max e Chelimo hanno in comune il sogno di diventare un campione. Per Max questa è l’ultima occasione, trenta anni per un atleta non sono pochi, sta passando l’ultimo treno e così un infortunio inaspettato lo farà cedere al doping. Per Chelimo il sogno di diventare un professionista della corsa è appena iniziato e non va certo contaminato con delle pasticche. Entrambi, per un verso o per l’altro, si troveranno di fronte a un bivio, davanti al quale scegliere da che parte andare e, in un modo o nell’altro, entrambi troveranno la loro strada.

Il corto è stato sponsorizzato dalla Maratona di Roma con Enrico Castrucci, vero motore del progetto, dall’azienda New Balance, sponsor di Max Monteforte fin dal 2002, dal negozio Noi Sport (ed in particolare Gianluca Proni) e, non ultima, dalla rivista “Correre”. Senza dimenticare Radio Città Futura e Canon che seguono tecnicamente tutto il progetto. Il corto sarà proiettato nei più importanti festival del cinema del mondo.

 

I COMPITI DEL COMUNE

 

Il D.Lgs 267/2000, in parte modificato dalle legge costituzionale 3/2001, indica i compiti dei Comuni:
1) gestione dei servizi pubblici locali (trasporti urbani, distribuzione acqua, luce, gas) attraverso aziende municipalizzate;
2) gestione del traffico e controllo delle emissioni di inquinanti;
3) manutenzione di strade comunali;
4) servizi sociali: assistenza ad anziani, portatori di handicap, immigrati, persone a basso reddito;
5) asili nido e asili (scuole materne);
6) servizi scolastici: edilizia di scuole primarie e secondarie (ossia elementari e medie), trasporto scolari, mense scolastiche, supporto a studenti portatori di handicap, diritto allo studio (es. libri gratuiti per studenti poveri);
7) anagrafe: emissione di certificati e documenti;
8) gestione del servizio elettorale;
9) controllo del territorio attraverso la polizia municipale;
10) disciplina edilizia e pianificazione territoriale (e relativi controlli);
11) riqualificazione urbana;
12) autorizzazioni per l'uso delle aree pubbliche;
13) autorizzazione di locali pubblici (ristoranti, bar, discoteche) e vigilanza sulle attività commerciali;
14) autorizzazione di attività sportive che occupano suolo pubblico (es. maratone);
15) concessioni su beni demaniali;
16) gestione dello sportello unico per le imprese, per l'erogazione di autorizzazioni per le attività economiche;
17) partecipazione ad accordi di programma per lo sviluppo economico del territorio;
18) servizi culturali: fruibilità di biblioteche, musei, gallerie, teatri;
19) partecipazione ad enti di gestione di parchi e riserve naturali;
20) protezione civile a livello Comunale;
21) gestione dei canili.

 

In-formare

percorsi di co-sviluppo tra Italia e Marocco

Seminario
2 febbraio 2012, dalle ore 9 alle ore 13,30
MILANO - Palazzo Turati, via Meravigli 9/b
Sala Consiglio


E’ arrivato alle ultime battute della sua prima fase il progetto Informare: percorsi di co-sviluppo tra Italia e Marocco, il cui avvio era stato presentato nello scorso maggio.
Il progetto è stato realizzato grazie al cofinanziamento del Comune di Milano.
Attraverso un innovativo percorso, che ha visto la partecipazione concreta di numerosi partner, si sono raggiunti obiettivi che ci pare interessante e utile presentare in un seminario pubblico.
Per informazioni: 02 2822852

 

la scultura “Lidapofaf” dell’artista Domenico Olivero

 

Presso il foyer del Salone d’Onore del Municipio di Cuneo sarà istallata dal 1 al 18 Febbraio 2012 la scultura “Lidapofaf” dell’artista Domenico Olivero.
Evento artistico : Lidapofaf - Lasciando il domani al presente o forse al  futuro.


Presso l’atrio del Salone d’Onore posto al primo piano del Palazzo Comunale di Cuneo sarà esposta l’installazione “Lidapofaf - Lasciando il domani al presente
o forse al futuro” opera dell’artista Domenico Olivero.

Il lavoro proposto è un gruppo di sculture in differenti materiali, un assemblaggio multi materico dai forti contrasti cromatici. Tre elementi scultorei che narrano del flusso della vita; percezioni materiche dell’emozionarsi al vivere.

Il progetto tratta il tema dell’immanenza, di quell’insieme di percezioni che l’uomo riordina nel suo percorso temporale, trasformandoli in un universo di senso e ordine. Si attiva così, fra l’opera e il fruitore, un dialogo fra ordine e disordine, fra senso e dubbi, fra chiaro e scuro.

Il tentativo di affrontare il tempo, le sue supposte divisioni, la sua misura, che potrebbero essere interpretate come le tre fasi del flusso della vita umana: il passato, il presente e il futuro. Ma forse anche liberi pensieri metafisici.

Testo a cura di Marina Perlo

Sono molte le sensazioni che lentamente attraversano il vivere umano, a volte inaspettate, a volte sperate, a volte incomprese.

Avviandosi nel cammino dell’esistere avvengono incontri casuali, sguardi distratti, attenzioni fortuite. Tutto si compie per un’inarrestabile casualità che l’uomo riordina in supposte correlazioni, che poco anno di naturale.

Su queste dinamiche è l’opera: “Lasciando il domani al presente o forse al futuro”, creata da Domenico Olivero, posta nello storico Palazzo Comunale della città di Cuneo al piano nobile accanto al Salone d’Onore.

Il lavoro artistico è ubicato in questa zona di passaggio, aperta al dialogo e alle possibili interazioni, consce o supposte.

Fra il passante, l’opera e lo spazio circostante, il fato appronta idee, pensieri, nulla.

L’installazione è costituita da tre particolari sculture dai forti colori e da diversi materiali, che compongono un lavoro unico.

Idealmente potrebbero essere il passato, il presente e il futuro, correlati in un assemblaggio che nelle forme ideate sviluppano possibili riflessioni temporali e spirituali.

Ma l’artista preferisce non ordinare troppo queste idee per non ricadere nell’errore del “sapere” ma lasciandosi allo stupore o forse all’immanenza.

L’evento avrà corso dall’1 al 18 Febbraio 2012, al primo piano nel foyer del Salone d’Onore presso il Palazzo Comunale di Cuneo. L’evento è organizzato col  Patrocinio del Comune di Cuneo e col supporto di collezionisti privati.

 

Mozzarella di latte E senza latte

 

Una mozzarella di latte e senza latte.

Si, é possibile.

Gli ingredienti sono: cagliata, acqua, sale e acido citrico. La cagliata é una massa gelatinosa ottenuta per coagulazione, con caglio della caseina del latte. Può essere prodotta nei Paesi del Nord Europa, dove i costi sono minori, conservata e inviata nel nostro Bel Paese, dove viene lavorata per produrre la mozzarella e commercializzata a basso costo. Con difficoltà troveremo il termine "cagliata" nelle etichette. Eppure molti pensano che la mozzarella sia un prodotto tipico italiano. Consigliamo di leggere l'etichetta che, per una mozzarella come si intende, deve riportare i seguenti ingredienti: latte, fermenti lattici, caglio e sale. Ovviamente, la qualità della mozzarella dipende dalla qualità dei componenti e, in questo caso, il gusto é quello che ci permetterà la scelta migliore.

 

Occhiali da sole in montagna

Consigli per gli acquisti

 

Parlare di occhiali da sole in pieno inverno sembrerebbe un controsenso, ma coloro che frequentano la montagna, e quindi la neve, sono particolarmente coinvolti considerato che la neve riflette i raggi del sole 4 volte più della sabbia (+400%) e l'uso di occhiali da sole, il cui scopo, è bene ricordarlo, è quello di proteggere gli occhi dalle radiazioni solari, diventa necessario. La tentazione di rivolgersi alla prima bancarella per un acquisto è forte, vista la differenza tra i prezzi praticati dal tradizionale negozio di ottica e quelli del venditore ambulante. A differenza della falsa borsetta griffata, il cui acquisto non provoca un danno alla salute, gli occhiali da sole, quando non sono conformi alle prescrizione di legge, possono causare danni alla vista, cioè cataratta, degenerazione maculare e congiuntiviti. Gli occhiali da sole fuori legge sono proprio quelli messi in vendita sulle bancarelle da improvvisati venditori.

Come scegliere, dunque, un buon paio di occhiali?

Gli occhiali da sole devono essere accompagnati dalla nota informativa, prevista tra l'altro dalla legge, dove sono indicati:

* il fabbricante o mandatario;

* il grado di protezione, la categoria (da 0 a 4, dal più chiaro al più scuro);

* i limiti di impiego;

* le istruzioni d'uso;

* la marchiatura CE (conformità europea).

Certo tutto questo non basta, perché la nota informativa può essere allegata anche ad un paio di occhiali fasulli.

Allora?

Non rimane che rivolgersi ad un ottico di fiducia, ricordando che, a parità di prestazioni, spesso è la marca che fa lievitare il prezzo.

 

RIFLESSIONI SU DI UN CONVEGNO

Libertà e religione, fede e politica

La questione italiana

 

“La religione non può essere ridotta a fatto privato, deve avere una dimensione pubblica”. Una affermazione reiterata dal Vaticano e dalla CEI, con particolare insistenza negli ultimi vent’anni. “Deve avere” più che non “ha”. L’affermazione di un’esigenza prima ancora della constatazione di un fatto. E, implicitamente, la denuncia di una minaccia permanente di parte di qualcuno o di qualcos’altro. Detto in altro modo, la Chiesa, almeno in Italia, sente il bisogno di essere protetta. Prima del 1870, questa funzione di protezione era apparentemente svolta dal potere temporale; sostanzialmente, e a prezzo di notevoli condizionamenti, dal concerto europeo delle grandi potenze. E dopo? Dopo, per essere “protetti” è occorso misurarsi con lo stato italiano. Che sarà, in quest’ottica, di volta in volta: alieno; complice; amico; e, infine, ancora complice. Alieno non poteva non essere lo stato liberale, pur realizzato con il largo concorso di classi dirigenti di formazione cattolica, infiammate dal primo Pio IX, costretto poi a reagire a se stesso dopo il 29 aprile 1848. Alieno lo stato liberale: non solo è entrato a Roma ma ha preteso di costruire un’etica e una cultura di rango europeo, in contrasto con il Sillabo e con le conclusioni del Concilio Vaticano I. Una linea che impediva intese complessive; tutt’al più si tratterà con il pragmatico Giolitti l’elezioni di deputati amici. Dopo la grande guerra, un importante segnale di apertura della Santa Sede non ebbe sviluppi, causa anche il sopravvenire del fascismo. Complice, il regime fascista. Oggettivamente il più alieno di tutti e il più minaccioso per i valori cristiani, per i contenuti e i disvalori della sua ideologia totalitaria; ma interessato ad avere la copertura delle gerarchie e disposto a concedere molto in termini di privilegi, di ufficialità e di potere, e l’indispensabile in materia di libertà di movimento. Amico, il regime democristiano, fondato sull’unità politica dei cattolici e sulla loro egemonia politicoparlamentare.

Cinquant’anni segnati, per altro verso, da un fortissimo sviluppo della secolarizzazione con i suoi significativi riflessi sulla legislazione dal divorzio, all’aborto, alla modifica della legislazione familiare. Un processo, all’epoca, subito, ma senza particolari anatemi. Complice, infine, il regime berlusconiano. Anch’esso totalmente contrastante, nella sua etica pubblica e privata, con i valori cristiani; e pur tuttavia esplicitamente appoggiato; e non per garantire, come nel 1929, alcuni spazi di libertà, ma semplicemente a sostegno di poteri e privilegi terreni; e in nome della individuazione selettiva di valori non negoziabili limitati alla gestione della nascita e della morte. Per i cattolici e per i cristiani, per i credenti e i non credenti è venuto, allora, il momento di un bilancio critico e di una riflessione comune. Vale anche per noi il principio del “se non ora quando?”. E vale perché l’agonia del sistema berlusconiano si accompagna alla generale crisi della società ( che è anche crisi di punti di riferimento); e perché in questa crisi si manifesta un forte, ma imprecisato, richiamo al protagonismo autonomo dei cattolici.

 

Non è compito dei promotori del convegno fornire, qui e ora, delle risposte. Ci riconosciamo però in alcune comuni domande. O, più esattamente, nella comune sensibilità rispetto ad alcuni fondamentali problemi.

Ci chiediamo se l’insistenza, oggi particolarmente marcata, sulla dimensione pubblica della religione non contenga in sé una svalutazione di quella privata; o, molto più esattamente, del ruolo assolutamente centrale della coscienza e della libertà individuale nella ricerca della “verità”. Ci domandiamo, ancora, se la crisi dello stato e della società laica ( con le conseguenti pulsioni illiberali e degenerazioni corporative) non sia stato anche il frutto della emarginazione totale, con la complicità attiva del mondo laico, del cattolicesimo liberale. Ci interroghiamo su di una Chiesa che, particolarmente in Italia, considera la modernità una minaccia e non invece una opportunità; e che, sentendosi marginalizzata e minoritaria nella società, ricorre, per difendersi, agli strumenti del potere anziché alla forza del suo messaggio. Guardiamo con preoccupazione all’uso dei “valori non “negoziabili” come criterio dei rapporti con il mondo politico, alle scelte di campo legate a una loro interpretazione selettiva e, anche, al connesso rischio di derive fondamentaliste.

Abbiamo presente i danni arrecati alla stessa Chiesa, e non solo alla società italiana, dal suo rapporto improprio con il potere; anche per questo riteniamo nostro diritto-dovere di interrogarci sui suoi ordinamenti e sulle sue strutture, sui riflessi del loro operare in una società che continua a riconoscersi nella Costituzione repubblicana del 1948.

 

Libertà e Religione, Fede e Politica

La questione italiana

25 gennaio 2012

Aula Magna della Facoltà Valdese di Teologia

Roma, via Pietro Cossa 40 (piazza Cavour)

Mattina, ore 9,30

Introduzioni

Cecilia Dau Novelli Università di Cagliari

Corrado Ocone saggista

Intervento

Severino Dianich Vicario Episcopale per la Pastorale della Cultura e dell’Università nella Diocesi e nell’Università di Pisa

Dibattito coordinato da Marco Politi (giornalista de Il Fatto quotidiano)

Gennaro Acquaviva segretario Fondazione Socialismo

Maria Bonafede Moderatora della Tavola Valdese

Giancarlo Bosetti direttore di Reset

Massimo Teodori saggista

Buffet Ore 13,30 circa

Pomeriggio ore 14,45

Relazione introduttiva

Alberto Benzoni Presidente Roma Nuovo Secolo

Tavola rotonda coordinata da Paolo Franchi (giornalista de Il Corriere della Sera)

Hanno dato la loro adesione

Giovanni Bachelet deputato

Luigi Covatta direttore di Mondo Operaio

Daniele Garrone Facoltà Valdese di Teologia

Gianfranco Spadaccia dirigente radicale

Chiusura Stefano Rodotà Università di Roma La Sapienza

 

La mostra multimediale “La Tuscia Farnese”

 

La mostra multimediale “La Tuscia Farnese”, allestita nei sotterranei di Palazzo Farnese a Caprarola (VT), sarà visitabile durante il periodo di pre-opening (16 dicembre 2011 - 29 gennaio2012).

“La Tuscia Farnese” è un progetto realizzato dalla Regione Lazio e gestito da Filas nell’ambito delle attività del Distretto Tecnologico della Cultura.

I contenuti audiovisivi e l’allestimento del museo multimediale sono realizzati da Unicity SpA.

 

Orari di apertura:

Dal 16 dicembre 2011 all’ 8 gennaio 2012

tutti i giorni

dalle ore 10:00 alle ore 13:00

e dalle ore 14:00 alle ore 17:00.

Chiuso il 25 Dicembre 2011 e l’1 Gennaio 2012

Dal 9 al 29 gennaio 2012:

venerdì, sabato e domenica

dalle ore 10:00 alle ore 13:00

e dalle ore 14.00 alle ore 17.00.

L’ingresso è gratuito.

 

l progetto “La Tuscia Farnese”, dedicato agli Itinerari Farnesiani finanziato da FILAS SpA per conto dellaRegione Lazio nell’ambito dell’Accordo di Programma Quadro “Ricerca, Innovazione Tecnologica, Reti Telematiche” [APQ6] , è stato pensato per evidenziare, attraverso l’utilizzo di tecnologie innovative per la digitalizzazione e fruizione dei beni culturali, il ruolo centrale che la famiglia Farnese ha svolto nello sviluppo del territorio fino alla sua attuale identità.

 

Fulcro del progetto è l’allestimento multimediale di un percorso di visita al Palazzo Farnese di Caprarola, centro di interesse e sede di eventi che hanno segnato la vita e condizionato la storia del periodo Farnese e dell’Alto Lazio. Insieme all’allestimento del museo virtuale, una proiezione in multivisione sulla stupenda facciata del palazzo racconta, attraverso la figura del genius loci, aneddoti e curiosità sui Farnese.

Una prima sala di ingresso alla visita permette di accedere ad approfondimenti multimediali attraverso tre postazioni touchscreen interattive. È possibile accedere al sistema turning page, alla Timeline delle Trasformazioni Urbanistico Territoriali e alla Ricostruzione 3D della Città di Castro.

Proseguendo nella visita, la prima sala del percorso è la “Sala del Fungo” che ospita una proiezione circolare lungo la grande parete interna circolare, una multivisione su uno schermo naturale lungo 60 metri che, attraverso degli affreschi audiovisivi, ripercorre in 12 tappe, corrispondenti a 200 anni di storia, l’ascesa e la caduta della famiglia Farnese.

 

Italia-programmi.net

La truffa continua. La parziale inerzia delle istituzioni

 

E' una truffa a tutto tondo. Dopo sei mesi dalla denuncia da parte dell’Associazione per i diritti degli utenti e consumatori all'Antitrust per pratica commerciale scorretta e le intimazioni dell'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato perché smettessero in questa illecita sollecitazione (intimazioni, ovviamente mai prese in considerazione), il fenomeno continua a dilagare. L'Aduc mobilitata in prima fila e i centralini di Antitrust e Polizia Postale presi d'assalto, non sono stati sufficienti a placare la furia di questa azienda che ha sede alle isole Seychelles e che ruba indirizzi mail e territoriali facendo credere che ci si stia registrando per scaricare da Internet un programma gratuito di software; registrazione che poi viene recriminata come a pagamento e per la quale i malcapitati vengono tartassati con mail e posta prioritaria in cui si minacciano vie legali in caso di non adempimento. La vicenda continua a montare, con centinaia di richieste quotidiane al sito web Aduc e ai telefoni da parte di internauti più o meno spaventati. Il problema è che alcune autorità hanno, per ora, sottovalutato il problema e, soprattutto la Procura della Repubblica, investita da denuncia e centinaia di altre in tutta Italia, tarda ad intervenire per porre sotto sequestro il dominio web di questi truffatori. Mentre la Polizia Postale, che comunque informa sul fatto che non bisogna pagare a fronte delle minacce che si ricevono, valuta al momento la vicenda solo in termini contrattuali e non penali: cioè come se fosse solo una pratica commerciale scorretta (da cui l'intimazione dell'Antitrust e la sanzione in arrivo) e non una truffa. Valutazione che contribuisce al ritardo dell'azione penale contro di loro e al continuo dilagare della truffa. Se in tanti si informano e non pagano, sono sempre tanti che si fanno intimorire e pagano. Qui tutta la vicenda e il consiglio: non pagare e non interloquire.

 

Convertendo Banca Popolare di Milano.

Ecco il danno: 89% del valore nominale

Come farsi risarcire

 

Oggi i circa 15.000 piccoli risparmiatori, clienti della Banca Popolare di Milano, che hanno avuto la malaugurata sorte di accettare i consigli della propria banca e sottoscrivere il prestito obbligazionario definito “Convertendo 2009/2011 6,75%” vedranno convertire le proprie obbligazioni in azioni della Banca Popolare di Milano.
Per ogni 100 euro di obbligazione sottoscritta, riceveranno 36,9 azioni della banca che oggi hanno un valore, ciascuna, di 0,3 euro, quindi circa 11 euro ogni 100. Una perdita pari all'89% del capitale iniziale sottoscritto.

E' accertato dalla Consob che la Banca Popolare di Milano ha commesso numerose violazioni in sede di collocamento di questa obbligazione. Con la Delibera n. 17077 del 20 novembre 2009, la Consob ingiungeva alla Banca Popolare di Milano di “porre termine immediatamente alle irregolarità” che sono dettagliatamente indicate nel lungo provvedimento e successivamente i vertici della società sono stati multati per queste vicende.

Nessun risparmiatore avente un minimo di senno, se correttamente informato, avrebbe mai potuto sottoscrivere un investimento di quel genere poiché nello stesso prospetto informativo c'era scritto che vi erano circa sette probabilità su dieci di avere un rendimento negativo a scadenza.

E' evidente che chi ha sottoscritto queste obbligazioni non è stato correttamente informato.

Nessuno dei risparmaitori era a conoscenza dei meccanismo in base al quale vi era un prezzo di conversione massimo (il meccanismo che oggi determina la perdita). Se vivessimo in un Paese dove esistesse una vera class action, questo sarebbe un caso perfetto. Purtroppo, la legge sull'azione collettiva che abbiamo in Italia è una legge contro la class action. Una legge fatta per impedire le azioni collettive ed applicata dai giudici, nelle prime vicende, secondo lo spirito della legge (quindi contro una vera azione collettiva).

La prima cosa da fare, quindi, è che richiedere individualmente il risarcimento alla banca.

Questa richiesta non preclude nessuna azione futura, neppure una eventuale azione collettiva che venisse accolta dai giudici. A questo scopo tutti i sottoscrittori di questa obbligazione possono compilare il modulo dell’Associazione per i diritti degli utenti e consumatori che hanno predisposto per ricevere, gratuitamente, una lettera di specifica contestazione e richiesta di risarcimento danni. Vedere:  http://investire.aduc.it/iniziative/firma/id/6

 

FONDI EUROPEI

OCCHIO ALLE TRUFFE

 

Alcuni cittadini segnalano persone che, spacciandosi per funzionari dell’UE o vantando contatti con le Istituzioni europee (Parlamento europeo, Commissione europea, Consiglio dell’UE), chiedono somme di denaro in cambio della garanzia di poter accedere a non meglio precisati "fondi europei" o "progetti europei". Si tratta di pratiche del tutto abusive. Lo scrive in una nota il sito della Commissione europea che ricorda: tutte le attività di informazione svolte da funzionari dell’UE sono assolutamente gratuite per i cittadini e le imprese. Tutti possono rivolgersi agli Uffici d’informazione del Parlamento europeo, alle Rappresentanze della Commissione europea e alle reti d’informazione dell’UE sul territorio. la concessione di sovvenzioni e la partecipazione a progetti finanziati dall’UE sono disciplinate da bandi pubblici, ai quali si accede gratuitamente, pubblicati sui siti delle istituzioni europee.

 

L’Europa e riforme

cosa ne pensano imprenditori e cittadini

 

La gran parte degli Italiani ha fiducia nell’Europa e nelle sue indicazioni sulle cose da fare per uscire dalla crisi attuale? La risposta emerge da un’indagine condotta tra il 2 e il 9 novembre 2011, dalla società di ricerca CE&Co, per conto della Rappresentanza in Italia della Commissione Europea e del Forum Internazionale Economia e Società Aperta, fondato dall’Università Bocconi e dal Corriere della Sera sotto l’Alto patronato del Presidente della Repubblica.

A inizio novembre, Economia e Società Aperta e la Rappresentanza della Commissione hanno voluto rilevare la percezione della governance economica europea e il grado di consenso dei cittadini e del mondo imprenditoriale in merito alla generale agenda di riforme suggerita dall’UE all’Italia.

L’indagine ha interessato un centinaio fra imprenditori e dirigenti e un campione rappresentativo (1.151 intervistati) della popolazione italiana compresa fra i 18 e i 60 anni con accesso a internet da casa (stimata in 23,5 milioni di persone). La parte di campione non coperta rispetto alla popolazione italiana è dunque ampia e molto eterogenea (pensionati, persone che non usano internet, oltre ai giovani sotto i 18 anni). Sarebbe, dunque, sbagliato considerare i risultati di seguito illustrati come rappresentativi dell’intera popolazione italiana adulta; peraltro rappresentano l’opinione di una quota di elettorato (il 60%) particolarmente avvertita.

Nonostante alcune differenze nel valutare l’aiuto che l’Europa sta dando all’Italia, le posizioni di imprenditori e cittadini convergono quando si guarda al tema dell’integrazione fiscale, in particolare sul fatto che i bilanci di previsione dell’Italia, come degli altri Stati membri, siano sottoposti all’approvazione e al controllo delle Autorità europee (così l’86% di imprenditori/dirigenti e il 72% dei cittadini). Il 54% degli imprenditori/dirigenti è inoltre favorevole al tema dell’introduzione degli Eurobond, anche quando questi dovessero comportare una progressiva cessione di sovranità fiscale alle Autorità europee, mentre il 32% è favorevole, ma con gradualità (questa domanda non è stata fatta ai cittadini data la sua complessità tecnica).

I risultati dell’indagine – di particolare interesse nel quadro delle recenti decisioni prese in occasione del Vertice europeo dell’8 e 9 dicembre - sono stati presentati il 19 dicembre a Roma, presso la sede della Rappresentanza in Italia della Commissione Europea.

 

Concerto di Ilya Ioff e Alexei Massarski

 

L'Archivio di Stato di Roma organizza giovedì 12 gennaio 2012, in Roma, Corso del Rinascimento, 40 – Sala Alessandrina, con la Fondazione Officina della Musica del Castello di San Polo, un concerto di Ilya Ioff violino e Alexei Massarski violoncello, professori al Conservatorio di San Pietroburgo, che si terrà nella Sala Alessandrina del Complesso di S. Ivo alla Sapienza il 12 gennaio 2012 alle ore 17,00, secondo il seguente programma.

Johann Sebastian Bach

Suite n. 5 in do minore BWV 1011 per violoncello

Eugene Ysaye

Sonata op. 27 n. 1 per violino

Ludwig van Beethoven

Duo per violino e violoncello

Maurice Ravel

Sonata per violino e violoncello

A cornice delle performances musicali sarà allestito un percorso espositivo nell'ottica di valorizzare le diverse tipologie documentarie musicali conservate presso l'Archivio di Stato di Roma, a cura di Simonetta Ceglie ed Elvira Grantaliano.

Saranno in mostra rari documenti dall’XI al XIX secolo, quali pergamene, piante dei teatri romani, lettere, libretti d’opera, manifestini. Menzioniamo tra tutti il prezioso omeliario-lezionario membranaceo, risalente all'XI secolo, che comprende il "Canto della Sibilla" Iudicii signum, una della più antiche testimonianze musicali italiane.

Concerto a ingresso libero con prenotazione obbligatoria ai recapiti: