Anno 39° - dal N° 29 al N° 34 del 01 settembre 2010

URBS INFORMAZIONI

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In questo numero:

 

Mutui immobiliari

Aiuti dello Stato per chi non ce la fa

 

Roma. Tassa per i cortei ?

No, meglio il pagamento del servizio

 

I colloqui di Dobbiaco 2010

Il denaro governa il mondo, ma chi governa il denaro?

Percorsi per una finanza eco-solidale

Giovedì 30 settembre – Sabato, 2 ottobre

 

Falsi alimentari

Pomodori e non solo, anche tartufi, formaggi, arance e così via

 

Riforma Codice della Strada

Vedremo alla prova dei fatti. Piu' presenza dell'autorita' per strada

 

Immigrazione e regolarizzazione badanti 2009

Dalla sanatoria truffa alla sanatoria beffa

 

Nei numeri precedenti:

 

Lotta all’evasione fiscale con il nuovo catasto integrato

 

Una nuova legge per tutelare i diritti dei sordo-ciechi

 

Pompei torna alla normalità

decretata la fine dell’emergenza

 

IN EUROPA CON LA CRISI CRESCE IL CLIMA D’INTOLLERANZA

 

Auto blu

i dati sul monitoraggio

 

Incendi boschivi

gli indirizzi operativi

 

Fonti energetiche rinnovabili

gli obiettivi per il 2020

 

Lavorare nelle Istituzioni europee

le nuove regole dei concorsi

 

Sanzioni più severe per chi discrimina le donne sul lavoro

 

Roma

Ripensare la citta'

 

 

Mutui immobiliari

Aiuti dello Stato per chi non ce la fa

 

Il 2 settembre entrerà in vigore il decreto del ministero dell'Economia che ha finalmente dato attuazione alla norma che consente di ottenere la sospensione delle rate dei mutui prima casa per le quali si possa dimostrare che non si é in grado di far fronte.

Un decreto attesissimo, arrivato con un ritardo di più di due anni. La norma che ne aveva annunciato l'emissione e che aveva introdotto l'agevolazione costituendo un "fondo di solidarietà", infatti, é la Finanziaria del 2008.

Per capire come funziona il nostro Parlamento e come il Governo rispetta le proprie leggi, é utile ricordare alcune iniziative in merito.

A luglio del 2008, grazie alla sen. Donatella Poretti, è stato presentato un emendamento al decreto fiscale dell'epoca (dl 93/08) perché il ministero provvedesse all'emanazione del decreto entro 30 giorni dall'entrata in vigore della legge di conversione (126/2008). L'emendamento non fu accolto. A ottobre sempre di quell'anno è stato risollecitato il ministro Giulio Tremonti. Silenzio. L'anno dopo, nel 2009, nella conversione in legge del successivo decreto fiscale (quello di fine anno, Dl 185/08)  apparve un comma (art.2 comma 5 sexies) che annunciava l'arrivo del decreto entro il 29 Marzo 2009, data che non fu rispettata.

Oggi dopo che, nel frattempo, l'Abi ha siglato un accordo con alcuni istituti perché, a partire dal 1 febbraio 2010, si prestassero volontariamente alla sospensione delle rate dei mutui in presenza di difficoltà documentate del mutuatario. Accordo tutt'ora in vigore a cui si aggiunge il nuovo decreto che, invece, obbliga le banche ad uniformarvisi.

Per aiutare i risparmiatori, l’ Aduc ha approntato una scheda pratica: “Mutui per la casa di abitazione: chi può ottenere la sospensione delle rate e come”. A cura di Rita Sabelli, responsabile dell'associazione per l'aggiornamento normativo- è consultabile su: http://sosonline.aduc.it/scheda/mutui+casa+abitazione+chi+puo+ottenere+sospensione_18033.php

Una “curiosità”: il link fornito dal ministero per tutte le informazioni non é ancora attivo (www.dt.tesoro.it/fondomutuiprimacasa) anche se mancano pochi giorni all'entrata in vigore del decreto.
Curiosità che rende quindi importante la scheda pratica redatta dall’Aduc, perché, chi ne avesse bisogno, possa essere pronto subito per ottenere questi benefici creditizi.

 

Roma. Tassa per i cortei ?

No, meglio il pagamento del servizio

 

Pagare una tassa a manifestazione? La proposta del Sindaco, Gianni Alemanno, non trova accordo. Sarebbe più opportuno far pagare i servizi, per esempio le pulizie, e l'eventuale risarcimento del danno arrecato dai responsabili. L'idea di una tassa favorirebbe solo le grandi organizzazioni in grado di supportare l'aggravio economico. Ogni manifestazione (a proposito che fine ha fatto l'area di Tor Vergata appositamente predisposta, nel 1999, per ospitare le grandi manifestazioni e che è costata al contribuente qualcosa come 252 miliardi di lire?), ha un impatto sulla Capitale. Si pensi a quelle che si svolgono in piazza S. Giovanni con centinaia di migliaia di manifestanti che provocano una montagna di rifiuti e danni al verde pubblico. La decisione dovrebbe coinvolgere tutte le tipologie di manifestazioni, anche quelle religiose. Si consideri  quelle svolte in piazza San Pietro o nell'attiguo auditorium: decine di migliaia di persone, due volte a settimana, sono un'influenza consistente sulla città'. I romani sarebbero ben contenti se il Sindaco Alemanno avesse il coraggio di affrontare la questione con determinazione e senza sconti per nessuno.

 

I colloqui di Dobbiaco 2010

Il denaro governa il mondo, ma chi governa il denaro?

Percorsi per una finanza eco-solidale

Giovedì 30 settembre – Sabato, 2 ottobre


Nella località di Dobbiaco, punto d'incontro tra due culture, dal 1985 al 1999 e dal 2005 al 2007 i "Colloqui di Dobbiaco" - ideati e organizzati da Hans Glauber - affrontarono ogni anno le tematiche ambientali di maggior rilievo, proponendo di pari passo delle soluzioni concrete. Col passare degli anni, i Colloqui di Dobbiaco si sono rivelati un prestigioso laboratorio d'idee per una svolta ecologica nell'arco alpino e non solo. Dopo la prematura scomparsa di Hans Glauber, il ruolo di "curatore" dei Colloqui di Dobbiaco è stato assunto da Wolfgang Sachs, dapprima con l'edizione 2008, intitolata "La giusta misura – La limitazione come sfida per l'era solare", e poi con l'edizione 2009 dedicata al tema "Osare più autarchia – Energie distribuite per le economie locali postfossili". In piena continuità con lo spirito di Hans Glauber, convinto fautore della nuova era solare co me nuovo progetto di civiltà, i Colloqui di Dobbiaco di quest'anno sono intitolati "Il denaro governa il mondo – ma chi governa il denaro? Percorsi per una finanza eco-solidale".

La tematica dei Colloqui. Ciascuno di noi utilizza ogni giorno il denaro, ma ben pochi sanno come "funziona" il suo meccanismo. Eppure, ogni cittadino è subissato da crisi finanziarie, montagne di debiti e deficit di bilancio. E anche nella vita privata ci capita spesso di ritrovarci con l'acqua alla gola, e magari di accendere un mutuo, oppure di darci al consumismo sfrenato quando il portafoglio è più pingue. Ma perché tutto gravita attorno al denaro? Da dove derivano il suo fascino e il suo potere? I Colloqui vogliono fornire strumenti pratici per capire meglio il potere che il denaro assume nella vita quotidiana e nell'economia. Anche nella nuova era solare che sta iniziando, è importante da un lato opporsi allo strapotere del denaro, ma dall'altro far leva sul suo potere per favorire il cambiamento della società. È possibile mettere il capitalismo finanziario al servizio del bene comune? Come possono fare i cittadini a impadronirsi dei flussi finanziari per costruire un'economia più sostenibile? Nelle due giornate si presenteranno iniziative e modelli concreti che dimostrano come si può costruire un rapporto nuovo col denaro, usandolo come leva per una svolta sostenibile.

Per ulteriori informazioni e iscrizione: http://www.colloqui-dobbiaco.it/

 

Falsi alimentari

Pomodori e non solo, anche tartufi, formaggi, arance e così via

 

Non solo pomodori, ma anche tartufi, formaggi, arance, limoni, aglio, funghi, miele e olio, sono i "falsi alimentari" che invadono il nostro mercato e ingannano il consumatore. Se un prodotto viene dall'estero, non è detto che sia necessariamente cattivo, dipende dalla qualità e dalle tecniche di coltivazione. Rimane il problema dei controlli, soprattutto per gli alimenti provenienti dai Paesi extra Ue, sulla presenza di sostanze non ammesse dalla normativa comunitaria (antibiotici, insetticidi e così via.), perché il commercio globalizzato espone ad alcuni rischi se le regole non sono altrettanto globalizzate. Il problema é dovuto al fatto che questi prodotti vengono spacciati come "made in Italy", cioè come prodotti nostrani, quando invece non lo sono, ingannando i consumatori. In tal modo i consumatori continueranno a consumare passata di pomodoro italo-cinese, a grattugiare tartufo afro – cinese - albanese messo accanto a quello italiano per farne assorbire l’odore, a tagliare formaggio danese, a sbucciare arance e limoni maturati al sole del Sud America e del Sud Africa, a soffriggere con aglio cinese venduto a pochi euro nei mercatini rionali, a mangiare una pizza ai funghi dell'Est Europa, a far colazione con il miele ungherese e a condire con olio mediterraneo. Il tutto pensando che stiamo mangiando prodotti della nostra terra.

 

Riforma Codice della Strada

Vedremo alla prova dei fatti. Piu' presenza dell'autorita' per strada

 

La riforma del codice della strada é stata approvata in via definitiva dal Senato. Varie le nuove disposizioni su cui, però, pesa sempre come un macigno l'applicazione: l'inasprimento  delle sanzioni per la violazione di norme già esistenti e poco o male applicate non deve essere un alibi. Se si vogliono fare le cose per bene, la conseguenzialità, quindi dovrebbe essere:

- maggiore presenza dell'autorità per strada,

- più personale e meglio pagato nei vari corpi di polizia,

- migliore manutenzione e costruzione delle strade.

I senatori Donatella Poretti e Marco Perduca hanno contribuito al disegno di legge con due fondamentali emendamenti per i cittadini che sono stati approvati:

il 26.1 – è stato portato a 200 euro (noi avevamo chiesto 100 euro rispetto alla versione originaria che prevedeva 400 euro) l'importo minimo del verbale (anche cumulativo di più multe) per il quale le persone

a condizioni disagiate possono chiedere il pagamento a rate (attuale art.40).

il 27.2 – è stata abrogata una disposizione (attuale art.41) che prevedeva l'abbassamento a 30 gg (dagli attuali 60) del termine per fare ricorso al giudice di pace.

 

Immigrazione e regolarizzazione badanti 2009

Dalla sanatoria truffa alla sanatoria beffa

 

Le ultime pronunce dei giudici in materia di regolarizzazione degli stranieri hanno tutto il sapore della beffa, e l'intera vicenda “regolarizzazioni” rappresenta l'ennesima, sfiancante, anomalia italiana.
Ripercorriamo i fatti

La legge 102 del 2009 consente la regolarizzazione di colf e badanti clandestini: il datore di lavoro dichiara l'esistenza del rapporto, lo regolarizza e lo straniero ottiene un permesso di soggiorno. Fra i requisiti previsti dal decreto, il non aver subito condanne penali, anche non definitive, per i reati per i quali é previsto l'arresto obbligatorio o facoltativo (artt. 380 e 381 c.p.p.).

Cosa vuol dire? Che non bisogna avere subito condanne penali per i reati elencati in quegli articoli o per i reati la cui pena edittale non sia superiore a certi limiti? La legge non lo dice, i datori di lavoro e gli stranieri non vi prestano molta attenzione, e le domande vengono presentate.

E' solo a marzo che, benché i dubbi sull'interpretazione della norma fossero stati avanzati sin da subito, il Ministero dell'Interno si “sveglia” e chiarisce con la Circolare n. 1843 del 17 marzo 2010 che interpreterà la legge negando la regolarizzazione anche agli stranieri che dopo aver ricevuto un foglio di via non abbiano ottemperato all'ordine di allontanamento del Questore e siano stati fermati ad un successivo controllo (art. 14, comma 5ter, del testo Unico sull’immigrazione d. lgs. 286 del 1998).

Un chiarimento tardivo, che avrebbe avuto senso se fatto all'indomani dell'entrata in vigore della legge, prima ancora della scadenza del termine per presentare la domanda. Ormai la frittata é fatta e la legge sulle regolarizzazioni viene soprannominata “sanatoria truffa”, perché tanti stranieri hanno partecipato alla regolarizzazione e si sono poi visti respingere la domanda, con tanto di espulsione.
Passano i mesi, puntuali iniziano ad arrivare i primi dinieghi sulla base della circolare, e gli stranieri iniziano a fare ricorso al Tar. E quella che era stata soprannominata una sanatoria truffa diventa la “sanatoria beffa”. Beffa perché i vari Tar italiani iniziano a decidere in maniera diversa, c'é chi dà ragione agli stranieri, chi gli dà torto, e quindi il destino della propria regolarizzazione é affidato al luogo in cui si vive, al Tribunale che deciderà.

I primi fortunati sono i Toscani: il Tribunale Amministrativo Regionale dà ragione agli stranieri perché secondo i giudici il reato previsto dall’articolo 14, comma 5 ter non rientra tra quelli elencati negli articoli 380 e 381 del ccp, poiché espressamente escluso da altro comma dello stesso articolo.

Di parere opposto il Tar dell'Umbria, che rigetta il ricorso di un cittadino straniero con una vicenda molto simile a quella toscana.

Interviene allora il Governo che ribadisce, in risposta ad una interpellanza parlamentare tramite il sottosegretario all’Interno, la correttezza della circolare. E aggiunge: non potrà regolarizzarsi “lo straniero che senza giustificato motivo permanga illegalmente nel territorio dello Stato in violazione dell’ordine impartito dal questore di allontanarsi entro cinque giorni, se l’espulsione o il respingimento sono stati disposti per ingresso illegale nel territorio nazionale ai sensi dell’articolo 13, comma 2 lettere a) e c), ovvero per non aver richiesto il permesso di soggiorno o non aver dichiarato la propria presenza nel territorio dello Stato nel termine prescritto in assenza di cause di forza maggiore, ovvero per essere stato il permesso revocato o annullato”. Mentre “è fuori dall’applicazione dell’articolo 381 la seconda fattispecie di reato  sempre prevista dall’articolo 14, comma 5-ter, del predetto decreto legislativo - che punisce con la reclusione da sei mesi ad un anno, lo straniero che permanga illegalmente nel territorio dello Stato, in violazione dell’ordine impartito dal questore di allontanarsi, se l’espulsione è stata disposta perché il permesso di soggiorno è scaduto da più di 60 giorni e non ne è stato richiesto il rinnovo, ovvero se la richiesta del titolo di soggiorno è stata rifiutata, ovvero se lo straniero si è trattenuto nel territorio dello Stato in violazione dell’articolo 1, comma 3, della legge 28 maggio 2007, n. 68, riguardante i soggiornanti di breve durata”.

Chiaro, vero? Di tutta risposta, pochi giorni dopo si pronuncia anche il Tar Veneto, che appoggia l'orientamento toscano, cui si aggiungono, nell'ultima settimana, le pronunce del Tar Lombardia e del Tar Marche. L'orientamento prevalente rassicura, ma siamo certi che ci vorrà anche del tempo prima della parola “fine”. A prescindere da quale sarà l'orientamento dei giudici, tutta questa situazione si sarebbe potuta evitare con una norma chiara, o con una circolare ministeriale tempestiva.

 

Lotta all’evasione fiscale con il nuovo catasto integrato

 

Si fanno infatti più stringenti le norme sui cosiddetti “immobili fantasma”, la gestione integrata del catasto tra centro e periferia è stata sancita anche dall’accordo siglato recentemente tra il governo e i comuni, mentre l’Agenzia del Territorio ha emanato la prima circolare attuativa per il censimento degli immobili non accatastati che dovranno essere denunciati entro la fine dell’anno dai proprietari. Scaduto questo termine, il Territorio provvederà, ad attribuire una rendita presunta e a svolgere le opportune attività di accertamento. Dal 1° gennaio del prossimo anno, infatti, sarà operativa l’“Anagrafe Immobiliare Integrata”, gestita dall'Agenzia del Territorio, che, integrando le banche dati esistenti, classificherà ciascun immobile, individuandone il soggetto titolare di diritti reali. Viene rafforzata la collaborazione Comuni-Territorio per contrastare fenomeni evasivi nel settore immobiliare. La consultazione delle banche dati del catasto terreni, censuaria e cartografica, del catasto edilizio urbano, nonché dei dati di superficie delle unità immobiliari urbane a destinazione ordinaria, è garantita ai Comuni su tutto il territorio nazionale, (fatta eccezione per le Province autonome di Trento e Bolzano) attraverso il Sistema telematico, il Portale per i Comuni ed il Sistema di interscambio, gestiti dall'Agenzia del Territorio. L'Agenzia del territorio ha lanciato,anche una apposita campagna di comunicazione che invita i titolari di immobili a registrarli al catasto per evitare oneri e sanzioni a loro carico, in caso di omessa denuncia.

 

Una nuova legge per tutelare i diritti dei sordo-ciechi

 

Riconoscimento della sordocecità come disabilità unica e specifica, maggiore salvaguardia dei diritti, pari opportunità e migliore qualità di vita. Questo l'obiettivo della nuova legge pubblicata sulla G.U. del 13 luglio 2010, n.161, che ha disposto, nei confronti delle persone affette sia da cecità civile che da sordità, il riconoscimento della sordocecità come disabilità specifica unica, distinta dalla sordità e dalla cecità, in conformità alle indicazioni contenute nella Dichiarazione scritta sui diritti delle persone sordocieche del Parlamento europeo, del 1° aprile 2004. Le indennità e le pensioni spettanti in virtù della sordocecità sono erogate in forma unificata dall'Inps. L'unificazione dei trattamenti è rivolta anche a coloro che, alla data di entrata in vigore della legge (14 luglio 2010) sono già titolari di pensioni e indennità relative ai riconoscimenti distinti di entrambe le minorazioni Le modalità di accertamento e di erogazione unificata delle indennità e delle prestazioni si applicano alle domande presentate dall’entrata in vigore della legge o in occasione di eventuali revisioni programmate. L'accertamento della sordocecità è effettuato dall'azienda sanitaria locale competente per territorio mediante la commissione medica che procede alla valutazione di entrambe le disabilità sulla base della documentazione clinica presentata dall'interessato. All'accertamento si procede nel corso di un'unica visita alla quale sono presenti entrambi gli specialisti competenti ad accertare la cecità civile e la sordità civile. Esso viene espletato tenendo conto dei requisiti sanitari previsti dalla normativa in vigore. Spetta alle Regioni individuare specifiche forme di assistenza ai soggetti sordociechi, con guide-comunicatori e interpreti.

 

Pompei torna alla normalità

decretata la fine dell’emergenza

 

Fine dell'emergenza a Pompei. Dal 4 luglio 2008 al 10 giugno 2010: tanto è durato il periodo di commissariamento dell’area archeologica che versava in un grave stato di degrado. Oggi per Pompei si presenta l'occasione per rilanciare l'immagine, peraltro mai sopita, di esclusiva area archeologica, nata da un immane disastro naturale. Pompei  diventa la protagonista della grande mostra Vinum nostrum  (dal 20 luglio al 15 maggio 2011 a Firenze, Palazzo Pitti) che ripercorre la storia della vite nell’antichità, dalla Mesopotamia alla Grecia fino a Roma, da dove si diffuse a tutte le Provincie dell’Impero. Particolarità dell’iniziativa è quella di proporre contemporaneamente in tutta Italia una serie di itinerari collegati a partire naturalmente dall’area archeologica vesuviana, custode di una testimonianza unica sulla viticoltura antica: l’eruzione del Vesuvio del 79 d. C. infatti sigillò oltre alla città con i suoi abitanti anche gli ambienti naturali insieme alle straordinarie tracce di una coltura  che tanta parte ebbe nella storia antica. Il reimpianto e la valorizzazione dei vigneti dell’antica Pompei costituiscono ormai un modello per gli scienziati di tutto il mondo.

 

IN EUROPA CON LA CRISI CRESCE IL CLIMA D’INTOLLERANZA

 

La crisi economica ha inasprito le tensioni razziali nel Vecchio Continente. A lanciare l’allarme è il rapporto 2009 della Commissione europea contro il razzismo e l’intolleranza, organo facente capo al Consiglio d’Europa. Il testo, pur senza nominare nello specifico alcun paese, non lesina bacchettate. Anzitutto partendo dalla premessa che l’ondata di tagli alla spesa pubblica e l’aumento della disoccupazione accresce in tutta evidenza il rancore sociale soprattutto nei confronti dei Rom e degli immigrati. Secondo l’ECRI molti paesi avrebbero in qualche modo contribuito al dilagare di queste gravi tensioni, non combattendo con la necessaria energia il fenomeno di crescente stigmatizzazione sociale delle minoranze. Che, sempre più spesso, sono vittime di trattamenti,da parte degli organi della magistratura e della forze dell’ordine, non solo apertamente discriminatori ma, in non pochi casi, fuori dai confini della legalità. Il problema ricorda l’ECRI è che in vari paesi manca, inoltre, una legislazione capace di prevenire e al contempo punire i casi di razzismo. E la stoccata finale il rapporto la riserva  “all’introduzione di restrizioni di ordine giuridico contro i musulmani”. Chiaro riferimento alla sindrome che sta contagiando molte nazioni sulla imprescindibile necessità di  dover “fare qualcosa contro il burqa”  e al voto referendario contro i minareti della Svizzera.

 

Auto blu

i dati sul monitoraggio

 

Sono circa 90 mila le autovetture a disposizione della pubblica amministrazione. Le auto blu sono state oggetto di un monitoraggio avviato dal Ministero per la pubblica amministrazione e l’innovazione al fine di razionalizzare la spesa per la gestione e l’utilizzo del servizio di trasporto. Il monitoraggio, previsto da una direttiva del ministro Brunetta rientra in un più ampio quadro normativo avente come obiettivo il contenimento della spesa pubblica. L’analisi, realizzata attraverso un questionario compilato dalle amministrazioni, per gli anni 2008, 2009 e 2010 (fino ad aprile), ha tenuto conto di vari parametri, tra cui il numero di auto assegnate in uso esclusivo e non esclusivo, il numero e la qualifica degli assegnatari delle auto, il numero di autisti ed addetti al parco auto, il costo complessivo annuale delle autovetture (con esclusione dei mezzi adibiti a servizi specifici, come quelli in dotazione alla polizia municipale, gli scuolabus, ecc.) La rilevazione riguarda tutte le amministrazioni pubbliche inserite nel conto economico consolidato (elenco ISTAT); sono escluse le società pubbliche nazionali e locali. Finora è stato stimato che il costo medio annuale di utilizzo per ogni singola auto ammonti a circa 3.300 euro per quanto riguarda i consumi; sono esclusi da tale cifra i costi del personale e quelli di noleggio, acquisto e manutenzione mentre sono inclusi i costi di bollo e per il carburante. Il personale impegnato per il parco auto è di 1,4 unità per autovettura.

 

Incendi boschivi

gli indirizzi operativi

 

Quest’estate la campagna antincendio boschivo - AIB è partita il 14 giugno e si concluderà il 30 settembre. Il Presidente del Consiglio dei Ministri, il 6 giugno 2010 ha firmato gli indirizzi operativi per fronteggiare gli incendi boschivi ed i rischi conseguenti nella stagione estiva 2010. Le indicazioni, contenute in due documenti separati, sono rivolte alle Regioni e ai Ministeri dell’Interno, della Difesa, delle Politiche Agricole, dell’Ambiente, delle Infrastrutture e Trasporti e a quello per i rapporti con le Regioni. Le sale operative unificate permanenti dovranno avere un’operatività continua con la presenza di rappresentanti del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, dei Corpi Forestali e se necessario delle Forze di polizia e delle altre componenti e strutture operative di protezione civile. Le Prefetture dovranno promuovere l’intensificazione del controllo del territorio da parte delle forze di polizia. Inoltre, Prefetture e sezioni territoriali delle diverse strutture operative nazionali, in accordo con gli enti e le amministrazioni competenti ai diversi livelli, dovranno sostenere i Sindaci, nella predisposizione e aggiornamento dei piani comunali o intercomunali di protezione civile. Particolare attenzione dovrà essere rivolta agli incendi di interfaccia e al controllo di insediamenti, infrastrutture e impianti turistici anche temporanei, posti all’interno o in stretta adiacenza di aree boschive. Le strutture territoriali del Corpo Forestale dello Stato e del Corpo Nazionale dei Vigili del fuoco, nell’ambito degli accordi contratti con le regioni e le province, dovranno assicurare l’intervento nel caso di incendi che interessano aree boschive o antropizzate.

 

Fonti energetiche rinnovabili

gli obiettivi per il 2020

 

Entro il 2020 l’utilizzo delle fonti energetiche rinnovabili dovrà coprire il 17% dei consumi energetici nazionali, in linea con le indicazioni della direttiva europea: questo l’obiettivo che emerge dal Piano di azione nazionale per le energie rinnovabili elaborato dal Ministero dello Sviluppo economico. La direttiva dell’Unione stabilisce infatti un quadro comune per la promozione dell’energia da fonti rinnovabili e fissa obiettivi nazionali obbligatori; in base all’art. 4, ogni Stato membro è tenuto a fissare i propri obiettivi adottando un piano di azione da trasmettere alla Commissione Europea entro il 30 giugno 2010. Da tempo l'Italia ha posto lo sviluppo delle fonti rinnovabili tra le priorità della sua politica energetica, insieme alla promozione dell'efficienza energetica, avendo come obiettivi la promozione di filiere tecnologiche innovative, la riduzione dei costi dell'energia per cittadini e imprese, lo sviluppo sostenibile. Nel dettaglio, il Piano prevede che le energie rinnovabili dovranno coprire il 6,38% dei consumi legati ai trasporti, il 28,97% dei consumi nel comparto elettrico e il 15% nell’ambito del riscaldamento e raffreddamento. Le misure ritenute necessarie per il raggiungimento degli obiettivi sono di vario tipo: economiche, di supporto, di cooperazione internazionale. Il Piano prevede, inoltre, di intervenire sul quadro esistente dei meccanismi di incentivazione, come i certificati verdi, il conto energia, l’agevolazione fiscale per gli edifici, l’obbligo della quota di biocarburanti, per incrementare la quota di energia prodotta rendendo più efficienti gli strumenti di sostegno.

 

Lavorare nelle Istituzioni europee

le nuove regole dei concorsi

 

Dal 2010 l'Ufficio europeo di selezione del personale (EPSO) ha introdotto una nuova procedura di selezione del personale permanente delle istituzioni europee. Le nuove regole saranno applicate nei bandi di prossima pubblicazione, previsti per il mese di marzo, mentre i concorsi già avviati nel 2008-09 continueranno a svolgersi secondo la procedura precedente.Tre le novità più importanti: maggiore rapidità della procedura concorsuale, che comporterà meno fasi; concorsi a cadenza annuale per i profili professionali più comuni; valutazione delle competenze, oltre che delle conoscenze e capacità professionali. I candidati che desiderano partecipare ad una procedura di selezione devono compilare un atto di candidatura on-line e inviarlo all'EPSO prima della scadenza prevista per l'iscrizione. Successivamente, e con scadenze diverse a seconda del concorso, dovranno anche stampare e inviare l'atto insieme ai documenti giustificativi, relativi ai requisiti richiesti. La nuova procedura di selezione comporterà due fasi: una preselezione mediante prove al computer che si svolgerà nei paesi membri e una valutazione mediante prove pratiche che avrà luogo a Bruxelles. Informazioni particolareggiate su ciascun concorso saranno pubblicate sul sito dell'EPSO e nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea. Requisiti generali sono la cittadinanza in uno stato membro dell'Unione Europea, essere in regola con il servizio militare e avere una buona conoscenza di almeno due lingue comunitarie.

 

Sanzioni più severe per chi discrimina le donne sul lavoro

 

Entra in vigore il 20 febbraio 2010 il decreto di attuazione del principio delle pari opportunità e della parità di trattamento fra uomini e donne in materia di occupazione e impiego. Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n° 29 del 5 febbraio 2009 il Decreto Legislativo attuativo della Direttiva CE/54/2006. Il Decreto rafforza il principio antidiscriminatorio di genere ampliandolo ed estendendolo a tutti i livelli nei diversi ambiti in particolare in materia di occupazione, di lavoro e di retribuzione, accompagnandolo con sanzioni più severe. Sanzioni più pesanti per i datori di lavoro che discriminano, con ammende fino a 50 mila euro e anche arresto fino a sei mesi. Estensione di tutti i diritti relativi alla maternità ed alla paternità anche in caso di adozioni nazionali ed internazionali. Introduzione del divieto di discriminazione anche nelle forme pensionistiche complementari e collettive. È istituito presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali il Comitato nazionale per l'attuazione dei principi di parità di trattamento ed uguaglianza di opportunità fra lavoratori e lavoratrici. La consigliera o il consigliere nazionale di parità, inoltre, svolge inchieste indipendenti in materia di discriminazioni sul lavoro.

 

Roma

Ripensare la citta'

 

Un piano urbanistico approvato l'ultimo giorno utile prima dello scioglimento di un consiglio comunale lascerebbe un po' perplessi. Se un piano urbanistico arrivasse in un consiglio comunale dopo 14 anni e 4 mesi di ininterrotto governo (giunte Rutelli-Veltroni), la perplessità diverrebbe certezza della incapacità del Sindaco e della sua giunta di programmare lo sviluppo urbanistico di ciò che si governa.
Questo e' successo a Roma.

Nel frattempo il ministro dei Beni e delle Attività Culturali, Sandro Bondi, ha posto un vincolo su 5.400 ettari di Agro romano destinato ad insediamenti edilizi. Bene, perché gli interessi dei costruttori devono essere subordinati agli interessi generali. Vi e' un altro aspetto egualmente importante da considerare: gli insediamenti edilizi vanno di pari passo con la realizzazione delle infrastrutture: strade, parcheggi e aree da destinare ad uso pubblico. Insomma, non si può costruire un quartiere e collegarlo al resto della città con una strada con solo due corsie di marcia, come si e' fatto nel passato e come si stava facendo con le costruzioni di interi quartieri, tra la via Pontina e la via Laurentina, bloccati dal provvido intervento ministeriale, perché ciò significa costruire quartieri dormitori, invivibili e irraggiungibili. Purtroppo, l'attuale amministrazione capitolina si muove ne solco della precedente.  Occorre rivedere anche quanto si e' costruito nei decenni scorsi, riqualificando e razionalizzando il pregresso. E' necessario recuperare quanto si e' costruito intorno alla Capitale, sul litorale romano e non solo. Per questo e' necessario metter mano alla realizzazione di metropolitane regionali. L'Area metropolitana romana, prevista fin dal 1990, e' diventata un'urgenza. Altrochè Roma capitale!!

Primo Mastrantoni, segretario Aduc